
Cos’è la leptospirosi?
La leptospirosi è una malattia batterica zoonotica causata da spirochete patogene del genere Leptospira.
È definita “zoonotica” perché può essere trasmessa dagli animali all’uomo.
La leptospira è stata riscontrata in oltre 100 specie di mammiferi. Nel cane rappresenta una malattia clinica relativamente frequente, mentre nel gatto è generalmente subclinica. Possono esserne colpiti anche bestiame, animali selvatici e persone.
Come si trasmette?
Il contagio avviene principalmente attraverso:
- contatto diretto o indiretto con urina, tessuti o acqua contaminati
- penetrazione del batterio attraverso pelle abrasa, mucose o ferite
- vie veneree, diffusione transplacentare o ingestione di materiale contaminato.
Sono considerati più a rischio i cani che vivono all’aperto, da caccia o da lavoro, e quelli esposti ad ambienti con presenza di roditori o acqua stagnante.
Quali sono i principali sintomi di un’infezione da leptospira?
Il quadro clinico è molto variabile e dipende da diversi fattori: ceppo batterico, stato vaccinale, condizioni generali dell’animale ed eventuali patologie concomitanti. La malattia può presentarsi in forme diverse:
Forma iperacuta (rara)
Può portare a morte improvvisa con segni clinici minimi. In molti casi la diagnosi viene effettuata solo post-mortem.
Forma acuta o subacuta (più frequente)
È la presentazione più comune e si manifesta con sintomi aspecifici come:
- febbre
- perdita di appetito (anoressia)
- letargia
- vomito e diarrea
- ittero (colorazione giallastra di mucose e cute)
- alterazioni della produzione di urina (ridotta o aumentata).
Forma cronica
Può presentarsi con febbre intermittente, alterazioni renali o epatiche non costanti e stato di portatore con eliminazione del batterio attraverso le urine.
Cosa accade agli organi colpiti?
La leptospirosi provoca una vasculite sistemica, cioè un’infiammazione diffusa dei vasi sanguigni, che può coinvolgere diversi organi.
Reni
Il batterio colonizza l’epitelio tubulare renale, si replica e può causare nefrite interstiziale e necrosi tubulare e, occasionalmente, una lieve componente glomerulare. Il danno renale acuto che ne deriva può manifestarsi con:
- riduzione o aumento della produzione di urina (oliguria/poliuria)
- peso specifico urinario basso
- aumento di urea (azotemia) e creatinina nel sangue
- presenza di sangue (ematuria) o emoglobina (emoglobinuria) nelle urine.
- leptospiruria (diffusione del batterio con le urine).
Il coinvolgimento renale è una delle complicanze più importanti e può evolvere in insufficienza renale acuta.
Fegato
L’infezione può determinare necrosi epatocellulare ed epatite, con comparsa di:
- ittero
- aumento delle transaminasi (ALT, AST)
- iperbilirubinemia
- nei casi più gravi, encefalopatia epatica.
Polmoni
Il danno vascolare può portare a polmonite interstiziale e, nelle forme più severe, alla sindrome da emorragia polmonare da leptospira (LPHS), caratterizzata da:
- difficoltà respiratoria (dispnea)
- tosse con espettorazione di sangue (emottisi)
- emorragia alveolare diffusa che può rapidamente progredire fino all'insufficienza respiratoria.
Come si diagnostica la leptospirosi?
La diagnosi si basa sull’integrazione tra storia clinica, segni compatibili ed esami di laboratorio. Il sospetto di infezione da leptospira nasce in presenza di:
- esposizione ad acqua stagnante o roditori
- mancata vaccinazione
- viaggi recenti in aree endemiche
- febbre, vomito, ittero, alterazioni urinarie
Quali esami vengono eseguiti?
Si eseguono esami di laboratorio come:
- Emocromo leucocitosi o leucopenia, neutrofilia, possibile anemia e piastrinopenia.
- Chimica del siero azotemia, BUN e creatinina elevata, aumento degli enzimi epatici, iperbilirubinemia.
- Analisi delle urine isostenuria, glicosuria normoglicemica, bilirubinuria, cilindri tubulari.
- Sierologia il test sierologico di riferimento per la leptospirosi è il MAT (test di agglutinazione microscopica).
- Test molecolari (PCR) eseguiti sia dal sangue per rilevare la leptospiremia (presenza del batterio nel sangue, fase più precoce, ≤ 10 giorni di malattia) che dalle urine per identificare la fase di replicazione renale (fase più tardiva, ≥ 10 giorni di malattia).
- Test sierologici point-of-care (immunocromatografia IgM o ELISA) che forniscono uno screening rapido. Utili quando i risultati della MAT o della PCR sono in attesa, ma si raccomanda un test di conferma.
Il trattamento della leptospirosi
La terapia antibiotica deve essere iniziata il prima possibile.
Accanto alla terapia specifica, è spesso necessario un trattamento di supporto che può includere:
- fluidoterapia endovenosa (solo quando realmente necessaria)
- correzione degli squilibri elettrolitici e dell’assetto acido-base
- gestione di vomito e dolore
- supporto nutrizionale
- ossigenoterapia nei casi respiratori gravi
Nei casi più severi può rendersi necessaria una terapia di sostituzione renale (emodialisi).
Il ruolo dell’emodialisi nei pazienti affetti da leptospirosi
Nei pazienti che sviluppano insufficienza renale acuta grave, l’emodialisi può rappresentare un vero e proprio “ponte” verso la guarigione del rene.
Quando la terapia convenzionale non è sufficiente, l’emodialisi permette di:
- correggere rapidamente squilibri pericolosi
- rimuovere tossine accumulate
- supportare il rene durante la fase di recupero.
Secondo i dati riportati in letteratura, i tassi di sopravvivenza nei cani affetti da leptospirosi trattati con emodialisi superano l’80%.
La tempestività è fondamentale: un inizio precoce del trattamento migliora significativamente la prognosi (entro 24 ore dalla drastica riduzione o assenza di urine), mentre un ritardo aumenta il rischio di insufficienza multiorgano.
Non tutti i pazienti sono candidati ideali alla dialisi: una valutazione attenta del singolo caso, l’inizio precoce del trattamento e la gestione in centri specializzati sono elementi fondamentali per ottenere i migliori risultati possibili.
Monitoraggio e prevenzione
Il monitoraggio include controlli periodici di:
- emocromo
- parametri biochimici
- analisi delle urine
- eventuale ripetizione del test sierologico
È inoltre fondamentale informare i proprietari del rischio zoonotico: la leptospirosi può essere trasmessa all’uomo attraverso il contatto con urine o sangue infetti.
L’igiene accurata delle mani, la gestione corretta dei materiali contaminati e il controllo dei roditori sono misure preventive essenziali.