
Cosa fare subito se il tuo cane è stato morso da una vipera
- Mantieni la calma e limita i movimenti dell’animale. Tieni l’animale tranquillo, su una superficie piana e limitate l’attività per rallentare l’assorbimento del veleno.
- Non applicare lacci emostatici, ghiaccio, calore, né tentare di aspirare o incidere. Queste misure non sono efficaci e possono peggiorare la lesione.
- Se fattibile, quando il morso riguarda un arto, immobilizzarlo con una stecca morbida; evita di fasciarlo strettamente.
- In caso di morsi al cavo orale o al tronco, questa misura non può essere applicata.
- Annota l’ora esatta del morso, il luogo del morso e qualsiasi serpente osservabile (foto o descrizione) senza rischiare la tua sicurezza personale.
- Contatta un centro di emergenza veterinario per una guida in tempo reale.
- Chiama in anticipo la clinica veterinaria, in modo che il personale possa preparare tutta l’attrezzatura necessaria per il monitoraggio e la stabilizzazione del paziente.
Il morso di vipera rappresenta un’emergenza veterinaria potenzialmente grave. In Italia ogni anno vengono riportati numerosi casi, soprattutto nei mesi più caldi.
Nel nostro Paese sono presenti quattro specie di vipere:
- Vipera aspis (aspide) – la più diffusa sul territorio nazionale
- Vipera berus (marasso) – presente soprattutto nell’arco alpino
- Vipera ammodytes (vipera cornuta) – la più grande e tra le più pericolose, localizzata in alcune aree delle Alpi orientali
- Vipera ursinii (vipera dell’Orsini) – più rara, diffusa nell’Appennino centrale.
La specie più frequentemente coinvolta nei casi clinici è la Vipera aspis.
Il suo veleno contiene almeno 64 proteine biologicamente attive che possono provocare:
- danni locali ai tessuti
- infiammazione sistemica
- alterazioni della coagulazione
- e, nei casi più gravi, un coinvolgimento multiorgano.
Dove colpisce e quali sono i principali sintomi di un morso di vipera?
Immediatamente dopo il morso, il proprietario può osservare la comparsa di gonfiore locale, edema, dolore ed ematoma nella sede dell’inoculazione.

Nel cane, a causa della naturale curiosità e della tendenza ad esplorare l’ambiente con il muso, le sedi più frequentemente interessate sono il capo, in particolare faccia e labbra, e il collo. Risultano inoltre comunemente colpite anche le estremità degli arti, soprattutto a livello del piede.
Nelle ore successive possono svilupparsi sintomi sistemici come:
- debolezza
- abbattimento
- vomito e diarrea
- sanguinamenti spontanei
- presenza di sangue nelle urine
- riduzione della produzione di urina
Nei casi più gravi possono comparire ittero (colorazione giallastra di mucose e pelle) e segni di compromissione renale.
Perché il rene può essere coinvolto in caso di morso di vipera?
Il danno renale può derivare da diversi meccanismi:
- alterazioni della coagulazione
- emolisi (distruzione dei globuli rossi)
- ipotensione
- effetti tossici diretti del veleno
Questo può portare allo sviluppo di danno renale acuto (Acute Kidney Injury – AKI), soprattutto nei pazienti con quadro sistemico severo.
Il monitoraggio della funzionalità renale è quindi fondamentale nei giorni successivi al morso di vipera.
Quali esami sono necessari?
La valutazione clinica deve essere accompagnata da esami seriati.
L’emocromo permette di individuare: anemia, emolisi (distruzione dei globuli rossi) e la riduzione delle piastrine.
Il profilo biochimico consente di monitorare: funzionalità epatica, parametri renali (creatinina, urea) e di identificare precocemente l’insorgenza di insufficienza renale acuta in rapido aggravamento.
Infine il profilo coagulativo, che deve essere eseguito e ripetuto ogni 12–24 ore nei primi giorni, perché le alterazioni della coagulazione possono evolvere rapidamente.
Come si tratta il morso di vipera nel cane?
Siero antiveleno
In Italia il siero antiveleno è attualmente di difficile reperibilità. Le evidenze scientifiche disponibili in medicina veterinaria sono limitate e il suo impiego deve essere valutato caso per caso, considerando anche il rischio di reazioni allergiche.
La decisione spetta sempre al medico veterinario, sulla base della gravità del quadro clinico.
Terapie di supporto
Il trattamento di supporto rappresenta il cardine della gestione del paziente morso da vipera. Nei casi più gravi è necessario il ricovero in terapia intensiva.
La gestione può includere:
- fluidoterapia bilanciata per il ripristino delle perdite di liquidi
- terapia antidolorifica
- antibiotici, solo quando realmente indicati
- trasfusioni di sangue e/o plasma in caso di anemia o coagulopatia
- supporto nutrizionale nei pazienti debilitati, anche mediante sondino rino-gastrico.
E se si sviluppa un danno renale?
Nei casi in cui si sviluppi un danno renale acuto (AKI) con:
- ridotta produzione di urina
- gravi alterazioni elettrolitiche
- alterazioni del pH
- sovraccarico di liquidi
può essere necessario ricorrere a trattamenti extracorporei.
Emodialisi
L’emodialisi consente di sostituire temporaneamente la funzione renale, stabilizzando rapidamente il paziente e migliorando la prognosi nei casi più severi.
Plasmaferesi
In situazioni selezionate può essere considerata la plasmaferesi, una procedura che permette di rimuovere dal sangue mediatori infiammatori e sostanze tossiche, contribuendo a limitare il danno d’organo. Il plasma del paziente, ricco di queste sostanze, viene selettivamente rimosso e sostituito con plasma (pulito) di donatore.
Prognosi
La prognosi può dipendere da diversi fattore come la quantità di veleno inoculato, la sede del morso, la rapidità dell’intervento, lo sviluppo o meno di complicanze sistemiche.
Un monitoraggio attento nei giorni successivi è fondamentale per intercettare precocemente eventuali complicanze renali o coagulopatie.